Browse Month: luglio 2016

Lazy o Eager Zeroed?

Quando aggiungiamo un disco ad una macchina virtuale VMware, abbiamo la possibilità di scegliere il tipo di “provisioning”. In modo “thick” lo spazio viene immediatamente allocato, riducendo il datastore delle dimensioni del nuovo disco. In modo “thin” invece lo spazio viene allocato man mano che il disco virtuale cresce, consentendoci di fare del “over-provisioning” ma con il rischio di trovarci il datastore pieno se non monitoriamo la crescita delle VM.

Riguardo la modalità “thick” abbiamo due possibilità: lazy-zeroed ed eager-zeroed. Qual è la differenza?

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SQL Tips & Tricks, ottimizzazione degli indici

Senza indici nessun database si “muoverebbe” perché la ricerca delle informazioni sarebbe troppo lenta. Per fare un esempio pensate all’elenco telefonico di una grande città, ma stampato in ordine sparso. Una ricerca costerebbe la lettura dell’intero elenco! Gli indici mantengono l’ordine dei dati nel database ed ogni tabella può avere più di un indice.

Tuttavia gli indici necessitano di manutenzione e soprattutto possono essere ottimizzati: eliminando quelli non necessari, aggiungendo quelli mancanti.

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.NET multipiattaforma

Da qualche settimana Microsoft ha rilasciato la prima versione multipiattaforma del framework .NET, aprendone i sorgenti a tutti tramite GitHub.

È un momento storico perché con .NET, ormai dal 2002, sono sviluppate la maggior parte delle applicazioni per Windows. La disponibilità del framework per Linux e MacOS rappresenta una grande opportunità per gli sviluppatori per allargare il proprio pubblico e la compatibilità delle applicazioni.

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SCST: target iSCSI Linux ad alte prestazioni

Le SAN iSCSI sono sempre più diffuse ed il supporto per questo protocollo è ogni giorno più ampio, anche nei dispositivi NAS di fascia bassa. Comunemente si acquista un dispositivo dotato di un apposito firmware per creare un “target iSCSI”. Il “target” rende disponibile una o più “LUN” collegate ai volumi disco sottostanti.

Una volta che il “target” è pronto, tramite comune cavo Ethernet e protocollo IP, è possibile presentare gli utilizzatori “initiator”, come ad esempio dei nodi VMware.

Meno diffusa è la creazione di un “target” su un server Windows o Linux, per condividere i dischi locali ad altri utilizzatori. Possono esserci molte ragioni per farlo, rispetto all’uso di un dispositivo integrato: topologia della rete, necessità di strumenti avanzati di replica, gestione, riutilizzo di risorse già esistenti, contenimento dei costi…

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